Biodegradazione

 

Biodegradazione

Gli shelter per viti e alberi Tubex sono stati realizzati, fin dall’inizio della loro storia, in polipropilene (o polietilene). Nonostante si tratti di una materia prima che ben si adatta ai nostri prodotti, dal 2004 stiamo conducendo ricerche ed esperimenti su materiali alternativi, che si caratterizzano per la loro biodegradabilità.

La presente sezione del nostro sito ha lo scopo di pubblicare i progressi di questo progetto e chiarire alcuni equivoci comuni.

Scopo del progetto

Questo progetto presenta diverse finalità tutte legate fra loro, tra cui le principali sono:
  • trovare un materiale che si degradi più rapidamente, ma in maniera prevedibile, in modo che non sia più necessario rimuovere e smaltire manualmente gli shelter;
  • trovare un materiale alternativo che continui ad essere economicamente vantaggioso, anche alla luce dei continui aumenti previsti del petrolio e, di conseguenza, del PP;
  • trovare un materiale alternativo che provenga da una fonte sostenibile.
Sono stati posti diversi limiti al progetto. Ecco i più importanti:
  • Lo shelter così ottenuto deve presentare i medesimi vantaggi per la crescita offerti dagli shelter Tubex esistenti.
  • Il prodotto deve soddisfare requisiti di prestazione (resistenza) minimi entro un intervallo di durata specifico compreso tra 1 e 7 anni.
  • I costi di produzione e consegna devono essere competitivi.
  • L’impatto ambientale deve essere accettabile (paragonabile o migliore rispetto al polipropilene).

Opzioni

È stata presa in considerazione una vasta gamma di opzioni durante la fase di ricerca del prodotto, tra cui:
  • biocompositi o materiali organici (ad es. carta, lino tessile, canapa);
  • biopolimeri (polimeri realizzati con materiali vegetali);
  • ibridi (biopolimeri e PP);
  • PP oxo-biodegradabile.
Nota: esistono molteplici equivoci sulla definizione di “biodegradabile” e di altri termini, alcuni dei quali sono in fase di standardizzazione in ambito europeo. 
 

Il nostro giudizio complessivo di queste opzioni:

Le possibilità

Biocompositi

  • Materiali di derivazione organica
  • Fragili, opachi, pesanti, ecc.
  • Cari

Bioplastiche ibride

  • Mix di fossili e bioplastiche
  • Fragili, pesanti, biodegradabili
  •  Cari, impronta di carbonio media

Ibridi (biopolimeri e PP)

  • Mix di PP e biopolimeri
  • Flessibili, leggeri, parzialmente biodegradabili
  • A buon mercato, impronta di carbonio bassa

PP oxo-biodegradabile

  • Polimeri fossili
  • Flessibili, leggeri, biodegradabili
  • A buon mercato, impronta di carbonio media

 

Questi materiali sono stati sottoposti a diversi test preliminari. In seguito alle valutazioni, Tubex attualmente si sta concentrando sull’opzione ibridi (biopolimeri e PP).

Progresso del progetto

Fattibilità tecnica

Fase 1

 

 

 

 

Ricerca industriale

 

Fase II

Test di verifica di base precompetitivi

 

Fase III

Prove

PROVE

Test di verifica di base sull’utilizzazione

 

Fase IV

Commercializzazione

 

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

               

I test sono iniziati nel 2008 e hanno interessato diversi materiali ibridi (biopolimeri e PP) e alla fine del 2009 sono state effettuate le valutazioni inerenti il primo anno.

Fin qui, dal monitoraggio dei risultati è emerso che le varie combinazioni di materiali testate offrono una vasta gamma di opzioni per la degradazione. V. il video allegato (disponibile a breve) per le indicazioni sulle modalità di degradazione degli shelter: questo esempio in particolare mostra uno shelter “maturo” e pronto per una rapida degradazione, la cui resistenza all’inizio del suo ciclo di vita era molto simile a quella di uno shelter in PP nuovo.

Le prospettive per il lancio del prodotto

Attualmente, Tubex non è pronta per lanciare un prodotto che non è stato ancora testato completamente sul campo. Le attuali prove sul campo indicano che i risultati non sempre corrispondono a quelli emersi durante i test in laboratorio (accelerati). È fondamentale che uno shelter duri (o abbia buone probabilità di durare) per un periodo minimo.

Pertanto, ci stiamo concentrando su prodotti la cui durata di vita è pari a 1-2 anni (soprattutto in viticultura e paesaggistica), che poi estenderemo ulteriormente nel corso del 2010/2011.

Altri prodotti sul mercato

Anche se noi abbiamo scelto un approccio cauto in relazione al lancio di prodotti biodegradabili, ci sono alcuni produttori che li stanno già lanciando o pubblicizzando.  Siamo scettici su queste offerte per svariate ragioni:
 
  • le definizioni sono sbagliate, poco chiare, contraddittorie o incomplete;
  • non sono stati effettuati test adeguati sulla degradazione e sulla crescita delle piante in relazione all’intera vita dei prodotti;
  • la comprensione dei materiali utilizzati è spesso carente;
  • spesso non tornano i conti: il prototipo sarà troppo caro;
  • non sono stati ancora interamente compresi o pubblicati gli impatti ambientali;
  • le aziende produttrici dei materiali spesso sono molto abili a nascondere le loro composizioni;
  • spesso si fa affidamento sui produttori di materie prime, ma noi li riteniamo inaffidabili.